{"id":523,"date":"2012-06-28T15:44:08","date_gmt":"2012-06-28T13:44:08","guid":{"rendered":"http:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/?p=523"},"modified":"2012-06-28T15:47:35","modified_gmt":"2012-06-28T13:47:35","slug":"spiagge-tra-beni-comuni-e-bolkestein-verso-la-mobilitazione-del-7-luglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/?p=523","title":{"rendered":"Spiagge: tra beni comuni e Bolkestein. Verso la mobilitazione del 7 luglio"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><strong><span style=\"color: #000000\">di Fabrizio Greco<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/files\/2012\/06\/lotospiaggiapertutti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-524\" src=\"https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/files\/2012\/06\/lotospiaggiapertutti.jpg\" alt=\"\" width=\"311\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/files\/2012\/06\/lotospiaggiapertutti.jpg 311w, https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/files\/2012\/06\/lotospiaggiapertutti-300x284.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 311px) 100vw, 311px\" \/><\/a>Le spiagge sono un bene comune da difendere. Con questo slogan coordinamenti e comitati locali si stanno mobilitando sui territori per rivendicare un\u2019altra spiaggia possibile: Una spiaggia pubblica, libera, gratuita e accessibile a tutti e tutte, contro il processo di privatizzazione selvaggia avvenuta negli anni grazie a vuoti normativi e pratiche clientelari delle concessioni demaniali.<\/p>\n<\/div>\n<p>Il \u201cbusiness\u201d spiagge sta producendo, in molti luoghi d\u2019Italia, una corsa all\u2019accaparramento fino all\u2019ultimo granello di sabbia, espropriando sempre di pi\u00f9 la popolazione del diritto al mare e creando luoghi iper-mercificati, esclusivi e sempre pi\u00f9 costosi.<\/p>\n<p>Le mobilitazioni territoriali hanno dato voce al malcontento della popolazione che ha visto ridursi sempre di pi\u00f9 gli spazi liberi, pubblici e gratuiti, rivendicando il diritto a riprendersi le proprie spiagge.<!--more--><\/p>\n<p>Per questo le realt\u00e0 organizzate hanno lanciato una data di mobilitazione congiunta per sabato 7 luglio. Sar\u00e0 il primo tentativo di mettere in rete battaglie che non devono restare isolate n\u00e9 confinate a rivendicazioni localistiche rivolte esclusivamente agli enti locali. Questi ultimi, insieme alle Regioni svolgono tutte le funzioni amministrative in materia di demanio marittimo, quindi hanno la responsabilit\u00e0 della cattiva gestione dei litorali. Ma le \u201clobby\u201d degli stabilimenti balneari non si limitano ad incidere solo sulle amministrazioni locali bens\u00ec pressano anche il governo e le autorit\u00e0 europee. Pi\u00f9 volte, sia il governo Berlusconi che quello attuale hanno proposto di aumentare le concessioni di demanio marittimo agli stabilimenti balneari a novanta anni, contro gli attuali sei. In pratica, chi ha una concessione balneare pu\u00f2 andare avanti a vita. Da concessionari (di demanio pubblico) diventerebbero veri e propri proprietari. Nel decreto sviluppo del 2011, l\u2019allora ministro Tremonti, introdusse il \u201cdiritto di superficie\u201d che significa la libert\u00e0 di continuare a cementificare sulle nostre spiagge e, di fatto, privatizza tutto il patrimonio costiero espropriando la collettivit\u00e0 di tale bene. Salvo la clamorosa retromarcia sul quel decreto, il pericolo di una continua e devastante privatizzazione nonch\u00e9 cementificazione delle spiagge \u00e8 tutt\u2019ora attuale anche in materia comunitaria. Nella famosa direttiva servizi, c.d. Bolkestein, rientra anche l\u2019affidamento delle concessioni demaniali marittime. La logica neoliberista \u00e8 sempre pi\u00f9 pervasiva e allunga i sui tentacoli anche in questo settore aprendo uno scontro tra diverse lobby ed interessi: da una parte piccoli-medi imprenditori balneari che hanno goduto del vuoto normativo e che , spesso, in modo clientelare e non trasparente gestiscono le spiagge; dall\u2019altro le grosse catene turistico-ricreative che rivendicano il diritto di libera concorrenza e che grazie alla direttiva Bolkestein potrebbero occupare tutto il litorale, anche con grossi complessi turistici proveniente dall\u2019estero o con colossi finanziari, spazzando via i piccoli imprenditori. La guerra tra interessi lobbistici \u00e8 cominciata tanto che i sindacati degli stabilimenti balneari qualche settimana fa si sono diretti a Bruxelles per audizione con i funzionari della Commissione europea. Chiunque dovesse vincere questo braccio di ferro, lo scenario che si apre sarebbe allo stesso modo inquietante perch\u00e9 non si tiene conto dei diritti e delle esigenze della popolazioni e del rispetto dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Secondo il dossier del 2007 dell\u2019Agenzia dell\u2019Onu Unep (Programma Ambiente Mediterraneo delle Nazioni Unite) le coste italiane sono cementificate per il 60%-70% e in futuro la situazione potrebbe peggiorare. Questo non \u00e8 uno sviluppo compatibile n\u00e9 dal punto di vista ambientale n\u00e9 dal punto di vista sociale. Al Sud spesso questo settore produce lavoro nero, sottopagato e degradato, contro gli alti profitti degli stabilimenti balneari. Ci si arricchisce su un bene della collettivit\u00e0 senza alcuna prospettiva di redistribuzione sociale. La situazione \u00e8 inaccettabile. E\u2019 ora di riprendersi ci\u00f2 che nostro. E\u2019 ora di riprendersi le nostre spiagge.<\/p>\n<p>La riappropriazione delle spiagge significa ripensare la gestione dei \u201cbeni comuni\u201d dal basso, in modo trasparente e partecipato, restituendo alla cittadinanza il diritto di decidere! La gestione in modo \u201cprivatistico\u201d dei beni della collettivit\u00e0 ha portato all\u2019attuale scempio e degrado! Ecco perch\u00e9 bisogna rilanciare un percorso nazionale che rivendichi la spiaggia come \u201cbene comune\u201d e discuta di un\u2019altra gestione delle spiagge portando avanti una forte mobilitazione dal basso. La giornata del 7 luglio va in questa direzione ed in pi\u00f9 ha come obiettivo lanciare un forum nazionale sulle spiagge beni comuni. Contro gli interessi di pochi dobbiamo contrapporre i diritti dell\u2019intera collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Alcune realt\u00e0 che si stanno mobilitando:<\/p>\n<p>Una spiaggia per tutti (Napoli)<br \/>\nComitato spiagge beni comuni Area flegrea (Provincia di Napoli)<br \/>\nRiprendiamoci le spaigge (Ostia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabrizio Greco Le spiagge sono un bene comune da difendere. 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