{"id":470,"date":"2011-03-21T13:20:16","date_gmt":"2011-03-21T12:20:16","guid":{"rendered":"http:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/?p=470"},"modified":"2011-03-22T17:35:51","modified_gmt":"2011-03-22T16:35:51","slug":"riappropriamoci-dellacqua-con-i-referendum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/?p=470","title":{"rendered":"Riappropriamoci dell&#8217;acqua con i referendum"},"content":{"rendered":"<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><\/p>\n<p lang=\"fr-FR\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: small\"><em><strong><a href=\"https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/files\/2011\/01\/mano_no_spa_scalato.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-406\" src=\"https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/files\/2011\/01\/mano_no_spa_scalato.jpg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/files\/2011\/01\/mano_no_spa_scalato.jpg 550w, https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/files\/2011\/01\/mano_no_spa_scalato-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 333px) 100vw, 333px\" \/><\/a><\/strong><\/em><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><em><strong>di Rapha\u00ebl Pepe*<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p lang=\"fr-FR\"><span style=\"font-size: small\"><strong>Perch\u00e9 l&#8217;acqua deve essere pubblica?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Partendo da un principio molto semplice, capiamo perch\u00e9 la gestione del servizio idrico integrato da parte di un privato non puo essere efficiente.<\/p>\n<p>Lo scopo di un privato \u00e8, per definizione, quello di fare profitti, e l&#8217;ingresso in un nuovo mercato \u00e9 sempre quello di raggiungere quest&#8217;obiettivo.<\/p>\n<p>Per quello che riguarda il servizio idrico, quando la gestione passa in mano ai privati, per fare si che ci siano questi profitti, c&#8217;\u00e8 un conseguente aumento delle tariffe o un calo degli investimenti; il pi\u00f9 spesso delle volte, entrambe le cose succedono.<\/p>\n<p>In Italia le cifre parlano chiaro, quando nel 1990 l&#8217;acqua era pubblica in tutto il paese, si investiva circa 2 milliardi di euro all&#8217;anno per gli investimenti; nel 2010 si sono investiti solo 700 milioni di euro per la manutenzione della rete idrica, in vent&#8217;anni il calo degli investimenti \u00e8 stato di circa il 65%; considerando che c&#8217;\u00e8 una perdita d&#8217;acqua di circa il 40% non sono affatto dati positivi.<\/p>\n<p>L&#8217;incremento delle tariffe, in molti casi \u00e8 stato considerevole, basta pensare che a Latina, dopo l&#8217;affidamento della gestione alla multinazionale Veolia, le bollette sono aumentate di quasi il 400%.<\/p>\n<p>Leggendo questi dati, ci si potrebbe domandare perch\u00e9 sull&#8217;acqua la privatizzazione abbia sempre delle conseguenze cos\u00ec clamorose e che ne sar\u00e0 delle teorie liberistiche che presentano la privatizzazione come il primo passo verso la liberalizzazione e l&#8217;autoregolazione del mercato.<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 semplice, con l&#8217;acqua la liberalizzazione del mercato non \u00e8 possibile. Chi ottiene l&#8217;affidamento della gestione gode poi di un monopolio naturale perch\u00e9 la rete idrica \u00e8 una.<\/p>\n<p>Allora il privato, in assenza di concorrenti, non si preoccupa delle logiche di mercato, pu\u00f2 applicare le tariffe che vuole, e anche se non garantisce un servizio di qualit\u00e0 non ha il rischio di perdere dei clienti, che in ogni caso non possono smettere di consumare un bene essenziale alla vita.<\/p>\n<p lang=\"fr-FR\"><span style=\"font-size: small\">Ecco perch\u00e9 l&#8217;acqua \u00e8 considerata dai grandi imprenditori e dalle lobby internazionali \u00ab\u00a0l&#8217;oro blu\u00a0\u00bb . Per chi vuole fare denaro, \u00e8 forse uno degli investimenti pi\u00f9 sicuri; ma in questo caso chi investe nell&#8217;acqua non garantisce pi\u00f9 il diritto ad un bene essenziale, perch\u00e9 l&#8217;acqua viene considerata una merce qualsiasi sulla quale fare profitti.<\/span><\/p>\n<p lang=\"fr-FR\">&nbsp;<\/p>\n<p lang=\"fr-FR\"><span style=\"font-size: small\"><strong>Le societ\u00e0 miste (pubblico-privato) o le Spa dette \u00ab\u00a0pubbliche\u00a0\u00bb rispondono sempre a logiche di mercato <\/strong><\/span><\/p>\n<p lang=\"fr-FR\"><span style=\"font-size: small\">Molto spesso c&#8217;\u00e8 ambiguit\u00e0 sul tipo di gestione del servizio idrico, ci sono delle cosidette vie di mezzo, si parla ad esempio di Spa pubbliche o di societ\u00e0 miste con partecipazione pubblica e privata. Ma ai movimenti per l&#8217;acqua pubblica, queste forme societarie non convincono, perch\u00e9 in entrambe i casi, sono societ\u00e0 di diritto privato che rispondono alle logiche di mercato e prevedono   i profitti sull&#8217;acqua.<\/span><\/p>\n<p lang=\"fr-FR\"><span style=\"font-size: small\">Gli esempi di societ\u00e0 miste in Italia dimostrano che molto spesso il pubblico influisce ben poco, e che queste aziende sono in mano ai privati.<\/span><\/p>\n<p lang=\"fr-FR\"><span style=\"font-size: small\">A Roma, \u00e8 l&#8217;ACEA che gestisce il servizio idrico integrato dal 1937. Nel 1998, il sindaco Rutelli ha trasformato questa societ\u00e0 pubblica in Spa. <\/span><\/p>\n<p>Oggi, il comune di Roma dettiene il 51% della societ\u00e0,  un altro 25% se lo dividono Suez (multinazionale francese) e Caltagirone, e il resto \u00e8 sul mercato, quotato alla borsa di Milano. Sull&#8217;acqua di Roma, c&#8217;\u00e8 una forte speculazione, e viene messa ai totali rischi del mercato un bene prezioso che andrebbe considerato un diritto da garantire.<\/p>\n<p>Qualche anno fa, i privati che gestiscono l&#8217;ACEA presero la decisione di investire all&#8217;estero senza nemmeno che il socio pubblico si fosse espresso sulla questione.<\/p>\n<p>L&#8217;investimento, in una societ\u00e0 di telefonia mobile, non and\u00f2 a buon fine e da allora l&#8217;ACEA ha per la prima volta i bilanci in passivo.<\/p>\n<p>Si \u00e8 messo a rischio una societ\u00e0 che gestisce l&#8217;acqua romana da pi\u00f9 di 70 anni per invesire su nuovi mercati.<\/p>\n<p>Ci sono altre societ\u00e0 miste che in Italia considerano l&#8217;acqua come una merce qualsiasi.<\/p>\n<p>Pubbliacqua Firenze Spa (che appartiene in parte all&#8217;ACEA) ha lanciato qualche anno fa una campagna chiamata \u00ab\u00a0Salva la goccia\u00a0\u00bb per sensibilizzare la gente su un consumo responsabile dell&#8217;acqua. La campagna \u00e8 andata a buon fine, e i consumi sono diminuiti. Dopo un paio di mesi per\u00f2, Pubblicaqua Spa ha aumento le tariffe del 9,5% per mancati introiti. L&#8217;anno scorso l&#8217;Hera Spa, societ\u00e0 mista che gestisce il servizio idrico di Bologna, ha fatto la stessa operazione, aumentando le bollette del 4,5% per lo stesso motivo.<\/p>\n<p>In Campania, nella quasi totali\u00e0 dei comuni dell&#8217;ATO 3 Sarnese Vesuviano, \u00e8 la Gori Spa, societ\u00e0 mista, a gestire il servizio idrico. A Nola, \u00e8 stato il Comune ad assumere le spese per lavori di rifacimento ed ammoderamento della rete idrica e fognaria. Gli investimenti fatti dal comune per la manutenzione delle rete idrica ammontano a circa un milione di euro, e la Gori Spa si rifiuta tuttora di effettuare un rimborso. In poche parole, abbiamo un caso in cui un soggetto privato, la Gori Spa, fa profitti sull&#8217;acqua, mentre il pubblico si deve addebitare per la manutenzione della rete idrica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p lang=\"fr-FR\"><span style=\"font-size: small\"><strong>Due quesiti referendari per una gestione pubblica dell&#8217;acqua<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Consapevoli della mal gestione da parte dei privati, molti comitati cittadini hanno avviato da anni una battaglia per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua. Si rivendica il riconoscimento dell&#8217;acqua come bene comune privo di rilevanza economica. Detto in altre parole, i comitati vogliono che il bene acqua sia considerato un diritto da garantire e non una merce sulla quale fare profitti.<\/p>\n<p>Non vogliono pi\u00f9 essere considerati clienti a chi si vende un servizio, ma cittadini ha chi si garantisce un diritto.<\/p>\n<p lang=\"fr-FR\"><span style=\"font-size: small\">In Italia i movimenti rivendicano il ritorno all&#8217;azienda speciale per la gestione dell&#8217;acqua, un&#8217;azienda di diritto pubblico che non risponde alle logiche di mercato. Questo modello societario prevede che  le tariffe non siano pi\u00f9 soggette all&#8217;IVA; la contabilit\u00e0 dell&#8217;azienda deve essere trasparente e tutto il ricavato viene automaticamente reinvestito per la garanzia del servizio.<\/span><\/p>\n<p lang=\"fr-FR\"><span style=\"font-size: small\">In Italia per\u00f2 la legislazione attuale non permette pi\u00f9 la gestione pubblica dell&#8217;acqua e costringe gli enti locali a mettere ai rischi del mercato il servizio idrico integrato, affidandone la gestione a societ\u00e0 per azioni, e soprattutto cedendo almeno il 40% delle quote ai privati.<\/span><\/p>\n<p>In Europa invece si \u00e8 avviato da anni un processo di ripubblicizzazione dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>In Francia sono gi\u00e0 una decina le citt\u00e0 che si sono rifiutate di rinnovare l&#8217;affidamento alle multinazionali Veolia e Suez. Perfino nella capitale, dove le due societ\u00e0 si dividevano il mercato da 25 anni gestendo l&#8217;acqua ognuna da un lato della citt\u00e0, il servizio idrico \u00e8 stato affidato al comune, dopo che nel 2009 i parigini si sono espressi a favore della ripubblicizzazione con il referendum.<\/p>\n<p>A febbraio, sono i berlinesi ad avere rifiutato la gestione privata con il referendum, e nei Paesi Bassi, la legge tutela tuttora gli enti locali per una gestione pubblica dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Considerando la situazione europea, capiamo che l&#8217;affermazione di Tremonti che sostiene che l&#8217;Europa ci impone di mettere l&#8217;acqua sul mercato \u00e8 assolutamente falsa.<\/p>\n<p lang=\"fr-FR\">L&#8217;unica cosa prevista dall&#8217;Europa al riguardo, \u00e8 che nel caso di un affidamento a societ\u00e0 private, ci sia una regolare gara di appalto.<\/p>\n<p>Per fare si che si possa avviare anche in questo paese un processo di ripubblicizzazione dell&#8217;acqua i movimenti per l&#8217;acqua pubblica hanno raccolto delle firme per proporre dei referendum abrogativi. Nel giro di pochi mesi, sono pi\u00f9 di 1 400 000 firme che sono state raccolte in tutto il paese. In  primavera, gli italiani saranno chiamati alle urne per pronunciarsi sulla gestione dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Con il primo quesito, si propone di abrogare l&#8217;art. 23Bis della legge 133\/2008 e la sua modifica con la legge Ronchi del 2009 che impone di cedere la gestione del servizio idrico ai privati. Con il secondo invece si propone l&#8217;abrogazione dell&#8217;art.154\/2006, provvedimento del governo Prodi, che garantisce alle Spa la possibilit\u00e0 di incrementare le tariffe del 7% per la retribuzione del capitale investito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una volta abrogate queste leggi, ci sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di avviare anche in Italia il processo di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e di tutelare i comuni in cui l&#8217;acqua \u00e8 tuttora gestita da enti di diritto pubblico.<\/p>\n<p>La coalizione sociale e politica che raggruppa associazioni laiche e cattoliche, le voci dell&#8217;ambientalismo, le realt\u00e0 sindacali di base e confederali, il mondo associativo altermondialista, le esperienze del terzo settore, della cooperazione e dell&#8217;altra economia, le associazioni consumeristiche ha ben chiaro che su questa battaglia non si tratta solo di riappropriarci di un bene comune fondamentale.<\/p>\n<p>Si scrive acqua ma si legge democrazia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*Attac Napoli \u2013 Comitato Referendario Campano 2 SI per l&#8217;Acqua Bene Comune<\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\"><strong>26 marzo manifestazione nazionale a Roma. Per info partenze dalla Campania <\/strong><a href=\"www.refacquacampania.blogspot.com\">www.refacquacampania.blogspot.com<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Rapha\u00ebl Pepe* &nbsp; Perch\u00e9 l&#8217;acqua deve essere pubblica? Partendo da un principio molto semplice, capiamo perch\u00e9 la gestione del servizio idrico integrato da parte di un privato non puo essere efficiente. 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