{"id":25,"date":"2010-02-16T15:38:48","date_gmt":"2010-02-16T14:38:48","guid":{"rendered":"http:\/\/attacnapoli.noblogs.autistici.org\/post\/2010\/02\/16\/contro-la-crisi-riprendiamoci-ci-che-ci-appartiene\/"},"modified":"2010-02-16T15:38:48","modified_gmt":"2010-02-16T14:38:48","slug":"contro-la-crisi-riprendiamoci-ci-che-ci-appartiene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/?p=25","title":{"rendered":"Contro la crisi, riprendiamoci ci\u00f2 che ci appartiene!"},"content":{"rendered":"<div class=\"container_rub_left\">\n<div class=\"art_header\">\n<h1 class=\"art\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/attacnapoli.noblogs.org\/gallery\/5638\/belem.jpg\" align=\"left\" \/><span style=\"font-size: medium;color: #ff0000\">Contro la crisi,  riprendiamoci ci&ograve; che ci appartiene!<\/span><\/h1>\n<p>\n<strong><span style=\"font-size: small\">Documento conferenza dei comitati locali di Attac 2009 &#8211; Certaldo (Fi) 27-28 Febbraio 2009.<br \/>\n<\/span><\/strong>\n<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"content_content\">\n<p class=\"spip\">\n<strong>1. La crisi &egrave; economica<\/strong>\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nLa crisi &egrave; in corso ed &egrave; ben lungi dal concludersi.<br \/>\nPerch&eacute; parte dalla finanza ma non &egrave; una crisi esclusivamente<br \/>\nfinanziaria. Nasce dai meccanismi centrali di questo sistema. La<br \/>\nricerca di sempre maggiori utili e la concorrenza fra i diversi<br \/>\ncapitali hanno creato una forte sovracapacit&agrave; produttiva mondiale, con<br \/>\nconseguente abbassamento dei profitti.<br \/>\nE&rsquo; la crisi di trent&rsquo;anni di<br \/>\npolitiche neoliberali e dell&rsquo;illusione di un capitalismo libero di<br \/>\ndispiegarsi dentro la globalizzazione dei mercati, la liberalizzazione<br \/>\ndella finanza, le delocalizzazioni produttive, la precarizzazione del<br \/>\nlavoro e le privatizzazioni. <br \/>\nUn gigantesco processo di trasferimento economico dai salari alle<br \/>\nrendite finanziarie e ai profitti, che, oltre a non aver determinato<br \/>\nuna nuova fase espansiva, ha prodotto un forte peggioramento delle<br \/>\ncondizioni di vita di gran parte delle popolazioni e un&rsquo;impressionante<br \/>\naccelerazione del degrado ambientale.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n<strong>2. La crisi &egrave; ambientale<\/strong>\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nA dispetto di tutte le politiche promosse dalle<br \/>\nistituzioni internazionali in questi anni, le persone che sul pianeta<br \/>\nsoffrono la fame sono passate da 800 milioni ad 1 miliardo. Ad oggi,<br \/>\n1,3 mld di persone sono prive di acqua potabile e 2,5 mld sono prive di<br \/>\nservizi igienico-sanitari.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nLa temperatura globale probabilmente crescer&agrave; sino a<br \/>\n4&deg;C entro fine secolo a causa dell&rsquo;effetto serra, con effetti<br \/>\ndevastanti : aumento degli eventi atmosferici estremi e della<br \/>\ndesertificazione; innalzamento dei livelli marini e conseguenti<br \/>\ninondazioni; esodo di centinaia di milioni di persone e possibile<br \/>\nestinzione del 20 &ndash; 30% delle specie animali e vegetali.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nA fronte di questa drammatica situazione, occorre<br \/>\nregistrare l&rsquo;assoluta impotenza delle istituzioni internazionali e dei<br \/>\nsummit fra i poteri forti deputati ad intervenire : &egrave; dello scorso<br \/>\nnovembre il fallimento dell&rsquo;incontro della Fao, &egrave; di dicembre quello<br \/>\ndel COP15 di Copenaghen.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nEmerge un dato : l&rsquo;impossibilit&agrave; per questi vertici di<br \/>\nrimettere in discussione alla radice il modo di produzione che &egrave; alla<br \/>\nbase della societ&agrave; attuale: propriet&agrave; privata delle risorse naturali<br \/>\nper trarne rendite o sovrapprofitti da monopolio e\/o appropriazione<br \/>\ngratuita di tali risorse naturali, considerate come libere ed<br \/>\ninesauribili, con conseguente degradazione e rarefazione delle stesse.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nUn modo di produzione basato sulla continua espansione<br \/>\ndella produzione per aumentare i profitti e sull&rsquo;indifferenza al<br \/>\ncarattere limitato delle risorse, ai tempi dei cicli naturali, al<br \/>\n&ldquo;cosa, come e per chi produrre&rdquo;.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n<strong>3. La crisi &egrave; di democrazia<\/strong>\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nIl pensiero unico del mercato, l&rsquo;idea che l&rsquo;intero<br \/>\npianeta dovesse essere considerato un unico luogo di scambio delle<br \/>\nmerci e di circolazione dei capitali finanziari, ha radicalmente<br \/>\ntrasformato i diritti in bisogni e i servizi in merci da comprare.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nLa democrazia si coniuga sempre meno con l&rsquo;autogoverno<br \/>\ndei cittadini e sempre pi&ugrave; con la concentrazione dei poteri decisionali<br \/>\nin sedi sempre pi&ugrave; ristrette al fine di rispondere in modo rapido alle<br \/>\nrichieste dell&rsquo;economia.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nTutto ci&ograve; che &egrave; &lsquo;pubblico&rsquo; o &lsquo;comune&rsquo; viene<br \/>\nprogressivamente espropriato per consegnarlo alle leggi del mercato,<br \/>\ndeterminando una drastica riduzione degli spazi per l&rsquo;azione collettiva<br \/>\ne per il controllo democratico.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nAlle persone &egrave; offerto l&rsquo;universo della &ldquo;solitudine<br \/>\ncompetitiva&rdquo; : ciascuno da solo sul mercato in diretta competizione con<br \/>\ntutti gli altri. Il razzismo manifesto, la ferocia identitaria verso i<br \/>\npi&ugrave; poveri, la corporativizzazione degli interessi sociali sono il<br \/>\nrisultato di una frammentazione indotta e funzionale al mantenimento<br \/>\ndelle divisioni sociali.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nLa stessa trasformazione degli amministratori locali da<br \/>\ngestori dei beni comuni e dei servizi pubblici locali in &lsquo;sceriffi&rsquo;<br \/>\nsegnala il fatto che quanto pi&ugrave; si restringe lo spazio orizzontale<br \/>\ndella partecipazione e dell&rsquo;inclusione tanto pi&ugrave; si allarga lo spazio<br \/>\nverticale della coercizione autoritaria.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nLa democrazia negata fin dai livelli pi&ugrave; prossimi ai<br \/>\ncittadini, con la trasformazione degli enti locali in holding e<br \/>\nmultiutility, chiede una forte riflessione non solo sulla riapertura di<br \/>\nun ruolo del &ldquo;pubblico&rdquo;, bens&igrave; sulla riconquista dal basso di una<br \/>\ndemocrazia diretta e partecipativa\n<\/p>\n<h3 class=\"spip\"><span style=\"color: #ff0000\">RIAPROPPRIAMOCI DI CIO&rsquo; CHE E&rsquo; NOSTRO<\/span><\/h3>\n<p class=\"spip\">\n1. Il ridursi degli sbocchi produttivi ha portato i<br \/>\ncapitali a riversarsi sui mercati finanziari nell&rsquo;illusione che il<br \/>\ndenaro potesse creare denaro dal nulla. Ma le speculazioni, per quanto<br \/>\nsofisticate, generano profitti fittizi e le bolle finanziarie sono<br \/>\ndestinate ad esplodere a contatto con la realt&agrave;.<br \/>\nLa deregolamentazione dei mercati finanziari, con la conseguente<br \/>\nlibert&agrave; dei capitali di potersi muovere a piacimento alla ricerca delle<br \/>\ncondizioni pi&ugrave; remunerative, &egrave; stata uno degli strumenti fondamentali<br \/>\ndelle politiche neoliberiste, che hanno pervaso l&rsquo;intera economia,<br \/>\nristretto gli spazi della decisionalit&agrave; politica, trasformato i beni<br \/>\ncomuni in merci e i servizi pubblici in merci da acquistare.<br \/>\nUn&rsquo;inversione di rotta &egrave; assolutamente necessaria : riprendere una<br \/>\ncostante elaborazione critica della finanziarizzazione, chiedere come<br \/>\nprimo passo l&rsquo;approvazione della legge sulla Tobin Tax (per la quale a<br \/>\nsuo tempo raccogliemmo quasi 200.000 firme), rivendicare nuove forme di<br \/>\ntassazione globale sono i passi che possono contribuire a fermare la<br \/>\nspeculazione e a riaffermare un controllo democratico dei movimenti di<br \/>\ncapitali.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n2. Il crollo dei mercati finanziari &egrave; anche il crollo degli investimenti dei Fondi Pensione. <br \/>\nIl ritorno a pensioni pubbliche che garantiscano una reale esistenza<br \/>\ndignitosa delle persone, oltre che una minima norma di giustizia<br \/>\nsociale, &egrave; una necessit&agrave; di fronte al rischio di un futuro di indigenza<br \/>\nper gran parte della popolazione. L&rsquo;esistenza futura delle persone non<br \/>\npu&ograve; essere l&rsquo;esito di una scommessa nei mercati finanziari ma deve<br \/>\nessere un diritto inalienabile per tutte\/i garantito dal pubblico.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n3. La precariet&agrave; del lavoro e nel lavoro, reclamata<br \/>\ncome inevitabile sacrificio per garantire il benessere di tutti, ha<br \/>\ndimostrato il suo vero volto e non ha evitato una crisi, la cui gravit&agrave;<br \/>\n&egrave; paragonabile solo a quella del 1929.<br \/>\nPer questo occorre ripartire dai diritti e dalla dignit&agrave;, reclamando un<br \/>\nlavoro stabile e dignitoso per tutti, rispettoso dei cicli ambientali,<br \/>\nridistribuito fra tutte e tutti a parit&agrave; di salario, finalizzato a<br \/>\nrispondere ai bisogni sociali e ambientali.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n4. La crisi ambientale richiede una radicale<br \/>\ntrasformazione del modello produttivo ed energetico e della societ&agrave;<br \/>\nattraverso una nuova pianificazione democratica e partecipativa.<br \/>\nOccorre passare dal &ldquo;consumo critico&rdquo; alla &ldquo;critica della produzione&rdquo;,<br \/>\novvero dall&rsquo;intervento individuale &lsquo;a valle&rsquo; alla gestione<br \/>\npartecipativa &lsquo;a monte&rsquo; verso un modello basato sul risparmio<br \/>\nenergetico e su un&rsquo;energia &ldquo;pulita, territoriale e democratica&rdquo;. &ldquo;Come,<br \/>\ncosa e per chi produrre&rdquo;deve essere deciso da tutte\/i. Dentro la crisi<br \/>\nattuale, significa anche mettere in campo la ripubblicizzazione<br \/>\npartecipativa del credito e delle aziende in crisi, anche per favorirne<br \/>\nla riconversione produttiva verso la soddisfazione dei bisogni sociali<br \/>\ne ambientali.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n5. Il ruolo del &ldquo;pubblico&rdquo; significa innanzitutto la<br \/>\nriaffermazione dei diritti inalienabili di ciascuna persona<br \/>\nall&rsquo;esistenza e ad una elevata qualit&agrave; della vita, attraverso il libero<br \/>\naccesso ai beni comuni naturali&ndash; come aria, acqua, territorio ed<br \/>\nenergia- e la loro contemporanea tutela, e attraverso il libero accesso<br \/>\nai beni comuni sociali &ndash; come sanit&agrave; e assistenza, conoscenza,<br \/>\nprotezione sociale, previdenza- e la loro possibilit&agrave; di fruizione.<br \/>\nSignifica inoltre l&rsquo;universalit&agrave; degli stessi per tutte le persone,<br \/>\nindipendentemente dalle differenze di origine, sociali, economiche, di<br \/>\ngenere e di orientamento sessuale.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n6. La voragine che si &egrave; aperta tra la rappresentanza<br \/>\npolitica e istituzionale e la societ&agrave; va colmata non semplicemente con<br \/>\nla riattivazione di una democrazia rappresentativa, bens&igrave; attraverso la<br \/>\nconquista dal basso della democrazia partecipativa.<br \/>\nLa riappropriazione sociale diventa lo strumento per collegare la lotta<br \/>\nalle privatizzazioni all&rsquo;idea di una trasformazione generale della<br \/>\nsociet&agrave;. Significa sottrarre al mercato ogni sfera che attiene ai<br \/>\ndiritti, ai beni comuni naturali e sociali, non per affidarla ad un<br \/>\npubblico &lsquo;burocratizzato&rsquo; e tecnicista, bens&igrave; alla gestione<br \/>\npartecipativa a tutti i livelli.\n<\/p>\n<h3 class=\"spip\"><span style=\"color: #ff0000\">LE PROPOSTE DI ATTAC<\/span><\/h3>\n<p class=\"spip\">\n<strong>1. Ripartire dall&rsquo;Europa<\/strong>\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nL&rsquo;Europa si &egrave; costruita come spazio economico in cui i<br \/>\ncapitali potevano scorrazzare liberi alla ricerca delle condizioni<br \/>\nmigliori.<br \/>\nLa mancata convergenza delle legislazioni economiche, sociali, fiscali,<br \/>\ne le condizioni economico sociali nei diversi Stati, mettono di fatto i<br \/>\nPaesi in concorrenza fra loro per attrarre gli investimenti. L&rsquo;assenza<br \/>\ndi uno spazio politico democratico adeguato e le politiche neoliberiste<br \/>\ndell&rsquo;Unione Europea, che hanno il loro guardiano nella BCE, rendono il<br \/>\nnostro continente particolarmente vulnerabile alla crisi. <br \/>\nL&rsquo;Europa &egrave; per&ograve; anche uno spazio possibile per poter costruire un<br \/>\nprogetto alternativo, impensabile a livello di singola nazione.<br \/>\nLa costruzione di movimenti europei, avvenuta solo per brevi periodi e<br \/>\na &lsquo;macchia d leopardo&rsquo; &ndash;ricordiamo la campagna europea sulla Tobin Tax<br \/>\no quella contro la direttiva Bolkestein- diviene sempre pi&ugrave; necessaria.<br \/>\nUn compito che Attac, presente in tutti i Paesi e con una significativa<br \/>\nanche se ancora inadeguata rete propria, non pu&ograve; demandare ad altri.<br \/>\nI prossimi vertici sul clima e il prossimo FSE di Istanbul devono<br \/>\ndiventare appuntamenti in cui la rete europea degli Attac promuove la<br \/>\ncostruzione di movimenti europei sulla tassazione globale, la giustizia<br \/>\nclimatica, e la ripubblicizzazione dell&rsquo;acqua e dei beni comuni.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n<strong>2. In Italia ripartire dai movimenti<\/strong>\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nNel nostro Paese, la ricchezza dei conflitti a livello<br \/>\nterritoriale trova il suo contraltare nella frammentazione degli<br \/>\nstessi. Attac Italia, a livello nazionale e territoriale, per<br \/>\nl&rsquo;elaborazione e l&rsquo;esperienza prodotta in questi anni, pu&ograve; dare un<br \/>\nimportante contributo all&rsquo;inversione di rotta.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n<strong> <em>1. Per la ripubblicizzazione dell&rsquo;acqua.<\/em> <\/strong><br \/>\nL&rsquo;esperienza del Forum italiano dei movimenti per l&rsquo;acqua, alla cui<br \/>\ncostruzione e percorso Attac ha contribuito in maniera decisiva,<br \/>\nrappresenta un esempio di come sia possibile costruire reti nazionali<br \/>\ncapaci di tenere insieme la ricchezza delle resistenze territoriali con<br \/>\nuna vertenza nazionale, unitaria nell&rsquo;aggregazione di forze, radicale<br \/>\nnegli obiettivi perseguiti. I prossimi appuntamenti della<br \/>\nmanifestazione nazionale del 20 marzo e della campagna di raccolta<br \/>\nfirme per l&rsquo;indizione di tre referendum abrogativi da aprile possono<br \/>\nrappresentare un momento di accumulazione decisiva di forze in grado di<br \/>\nvincere una battaglia importantissima per la ripubblicizzazione<br \/>\ndell&rsquo;acqua e per modificare i rapporti di forza sulla lotta alle<br \/>\nprivatizzazioni. Per questo &egrave; necessario un impegno straordinario e<br \/>\nvisibile dell&rsquo;intera associazione ai diversi livelli, nazionale e<br \/>\nterritoriale. Finalizzato anche ad evidenziare il carattere<br \/>\nparadigmatico di questo referendum come primo momento di lotta per una<br \/>\npi&ugrave; generale riappropriazione sociale.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n<strong> <em>2. Per la giustizia climatica.<\/em> <\/strong><br \/>\nIn questi anni e in moltissimi territori sono nate decine di resistenze<br \/>\nin difesa dei beni comuni. Tutte mobilitazioni significative e capaci<br \/>\ndi proposte alternative nel segno della democrazia condivisa, che<br \/>\ncontrastano la politica delle &ldquo;grandi opere&rdquo; devastatrici dei<br \/>\nterritori, una gestione dei rifiuti legata al business<br \/>\ndell&rsquo;incenerimento, un modello energetico dissipatorio e autoritario,<br \/>\nbasato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare. La positiva<br \/>\nesperienza dei movimenti a Copenaghen segnala come la questione della<br \/>\ngiustizia climatica, possa aprire spazi per una possibile<br \/>\nriunificazione di queste esperienze intorno a una critica complessiva<br \/>\ndi questo modello economico e sociale. Da questo punto di vista, la<br \/>\nmanifestazione del 20 marzo, concepita in forma aperta alle esperienze<br \/>\ndi questi movimenti pu&ograve; rappresentare un primo passo. Il secondo passo<br \/>\npu&ograve; diventarlo la costruzione di un forte movimento antinucleare nei<br \/>\nprossimi mesi, quando i programmi governativi diventeranno<br \/>\nsignificativamente attuativi. L&rsquo;internit&agrave; dei Attac a questi processi,<br \/>\nassieme alla promozione di iniziative diffuse in tutti i territori sul<br \/>\nbinomio crisi\/giustizia climatica (dibattiti, convegni esperienze<br \/>\ndiffuse di universit&agrave; popolare) pu&ograve; rappresentare l&rsquo;importante<br \/>\ncontributo prodotto dalla nostra associazione.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n<strong> <em>3. Per la lotta alla finanziarizzazione dell&rsquo;economia.<\/em> <\/strong><br \/>\nRiaprire la campagna per la Tobin Tax; approfondire un percorso di<br \/>\nstudio e di mobilitazione per le tassazioni globali, per una critica<br \/>\ndel ruolo del sistema bancario, per la ripubblicizzazione del credito;<br \/>\ncostruire assieme ad altre reti interessate un osservatorio sulla<br \/>\nfinanza (la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale ha gi&agrave;<br \/>\nmanifestato interesse) sono gli obiettivi a cui Attac pu&ograve; dare un<br \/>\nimportante contributo di analisi, di sensibilizzazione e di<br \/>\nmobilitazione sociale. Si tratta di intraprendere un&rsquo;azione<br \/>\nsistematica, attraverso il coinvolgimento e il coordinamento di tutte<br \/>\nle disponibilit&agrave; e le competenze presenti nell&rsquo;associazione.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\n<strong> <em>4. Per la conquista della democrazia partecipativa.<\/em> <\/strong><br \/>\nIn ogni territorio diviene importante che il ruolo dei comitati locali<br \/>\ndi Attac sia costantemente orientato a contribuire alla costruzione di<br \/>\nconflitti per la riaffermazione dello spazio pubblico come luogo<br \/>\ndell&rsquo;inclusione sociale e della partecipazione democratica. In questa<br \/>\ndirezione, le lotte per la ripubblicizzazione dei servizi pubblici<br \/>\nlocali e il contrasto alle politiche securitarie e repressive diventano<br \/>\nun percorso comune di riapertura di spazi e diritti condivisi. La<br \/>\ncostruzione di progetti &ldquo;metropoli&rdquo; o progetti &ldquo;citt&agrave;&rdquo;, ovvero la<br \/>\ncostruzione di una conoscenza condivisa della complessit&agrave; di ciascuna<br \/>\nrealt&agrave; urbana pu&ograve; diventare un importante contributo alla connessione<br \/>\ntra le vertenze esistenti e la possibilit&agrave; di un&rsquo;azione comune per la<br \/>\nconquista dal basso di una nuova democrazia partecipativa.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nIl ruolo peculiare di Attac che abbiamo individuato con<br \/>\nquesto percorso\/campagna &ldquo;Riappropriamoci di ci&ograve; che &egrave; nostro&rdquo; consiste<br \/>\nnell&rsquo;essere presenti in questi filoni di iniziativa -cos&igrave; come in altri<br \/>\nmomenti di lotta contro la crisi economica ed ecologica che potrebbero<br \/>\nnascere- portando la nostra peculiare chiave di lettura.<br \/>\nChe ci consente di intrecciare le singole campagne in corso<br \/>\nevidenziando i nessi che le collegano e di connettere le lotte<br \/>\nimmediate ad una prospettiva pi&ugrave; generale di trasformazione sociale.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nLo sforzo che come associazione dovremo fare sar&agrave;<br \/>\nquello di rendere evidente nell&rsquo;azione collettiva come il referendum<br \/>\nnon sar&agrave; per noi un&rsquo;iniziativa solo sull&rsquo;acqua, le iniziative<br \/>\nsull&rsquo;effetto serra non saranno settorializzate al solo tema del<br \/>\ncambiamento climatico, la lotta alla finanziarizzazione non riguarder&agrave;<br \/>\nun settore separato dell&rsquo;economia e le attivit&agrave; sui territori non<br \/>\nsaranno pensate come iniziative locali.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nSforzo necessario sia per garantire l&rsquo;efficacia di tali<br \/>\niniziative, sia per una pi&ugrave; generale ricomposizione dei movimenti e dei<br \/>\nsoggetti sociali, senza la quale la possibilit&agrave; di contrapporsi<br \/>\nall&rsquo;attuale stato di cose non riuscir&agrave; a trasformarsi in un&rsquo;alternativa<br \/>\nconcreta.\n<\/p>\n<p class=\"spip\">\nDovremo tutte e tutti assieme trovare gli strumenti<br \/>\nadeguati e prefigurare tipologie di iniziative da suggerire<br \/>\nall&rsquo;attivit&agrave; dei comitati locali e all&rsquo;associazione nel suo insieme.\n<\/p>\n<h3 class=\"spip\">ATTAC  ITALIA<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.attac.it\">www.attac.it<\/a> &ndash; <a href=\"https:\/\/noblogs.org\/segreteria@attac.org\">segreteria@attac.org <\/a><br \/>\n<\/h3>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contro la crisi, riprendiamoci ci&ograve; che ci appartiene! 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